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Produzioni Artistiche

 

Piano Liszt
Un secolo di cinema con Franz Liszt

Documentario, Italia, 2011-2012

Durata: 111’

Montaggio e regia di Francesco Leprino e Luigi Verdi


Un progetto ideato da Luigi Verdi

 

"È un capolavoro!! Che divertimento – soprattutto perche conosco almeno il 90 % di questi films
ma non mi sono reso conto della presenza di Liszt in una tale quantità!"

(Leslie Howard, pianista, maggiore interprete al mondo del repertorio lisztiano)


Capitoli e brani musicali

1. Rapsodia ungherese n. 2
2. Un sospiro
3. Consolation n. 3
4. La Campanella
5. Sogno d’amore n. 3
6. Funerailles
7. Rapsodia ungherese n. 2
8. Fantasia su temi popolari ungheresi
9. Rapsodia ungherese n. 6
10. Rapsodia ungherese n. 11
11. Rákóczy Marsch
12. Venezia Napoli
13. Polonaise n. 2
14. Rapsodia ungherese n. 2
15. Sonata in si minore
16. Tasso lamento e trionfo
17. Après une lecture de Dante
18. Les Préludes

 

19. Mazeppa
20. Concerto n. 1, Concerto n. 2
21. Rapsodia ungherese n. 2
22. Mefisto valzer n. 1
23. Totentanz
24. Mormorio della foresta
25. Giochi d’acqua a Villa D’Este
26. Nuages Gris
27. Rapsodia ungherese n. 2

Durata documentario: 111’

Extra

Rap-Liszt-Sody in Cartoonia
Fantasia molto animata sulla Rapsodia ungherese n. 2

Durata Extra: 12’

Circa 300 i film che utilizzano la musica di Franz Liszt nella colonna sonora, tra gli albori del cinema e il 2011. Questa documentazione ci permette di avere un quadro esaustivo sulla ricezione della figura e dell’opera di Liszt, uno dei compositori classici più “saccheggiati” dal grande schermo. La fortuna di Liszt ha fatto scaturire, con le più diverse funzioni e nei più disparati contesti, una ridda notevole di situazioni filmiche che vanno dal paradossale al sentimentale, al comico, al funzionale, all’inatteso.
Noteremo anzitutto come elementi comuni e nessi di una stessa composizione riescono a stabilire esiti molto differenti, nel loro associarsi all’immagine, in film diversi. In questo senso lo stretto confronto mette in evidenza come la “colonna sonora”, specie quando si tratta di “icone” musicali, condiziona e calamita il senso di una sequenza, trasfigurandola.
I temi lisztiani che appaiono più di frequente come leitmotive caratterizzanti vari personaggi e situazioni costituiscono un corpus d’osservazione molto interessante, come il caso della Rapsodia ungherese n. 2, decisamente il brano più utilizzato, soprattutto nella musica per cartoni animati, in particolare il finale, generalmente legato a situazioni festose se non comiche o grottesche.
Il tema di Sogno d’amore n.3 appare in una cinquantina di film, quasi sempre eseguito da un attore-pianista, legato a situazioni romantiche, di struggimento amoroso o durante matrimoni, molto utilizzato agli inizi del cinema sonoro.
Frammenti di Les Préludes appaiono in circa trenta film: il carattere guerresco del finale è utilizzato come leitmotiv in serie di fantascienza o a sottolineare scene eroiche o di guerra. Fra gli altri brani lisztiani molto usati abbiamo il Concerto n. 1, Consolation n. 3, Un Sospiro, Fantasia su temi ungheresi, Mefisto valzer n.1, La campanella.
Vi sono poi almeno una decina i film dedicati alla vita di Liszt, a testimonianza della sua popolarità presso il grande pubblico. A questi titoli se ne aggiungono un’altra trentina in cui Liszt appare come personaggio secondario, in film dedicati alla vita di altri compositori, ad esempio Wagner o Chopin.
Da sottolineare il valore aggiunto che scaturisce nel documentario dagli accostamenti, con passaggi repentini e senza soluzione di continuità da una sequenza all’altra, creando anche un ulteriore ipertesto di interpretazioni musicali diverse e di situazione avvicinate per similitudine, contrasto, opposizione. Un montaggio che tende a restituire, in una sorta di compressione spazio temporale, l’atteggiamento di un secolo di cinema verso questo grande compositore e, in fondo, lo spirito rapsodico dello stesso Liszt.

 

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