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O dolorosa gioia
Carlo Gesualdo, principe di Venosa (1566-1613)

Film, Italia – 2013-2015
Durata: 90 minuti


Trailer


Regia e sceneggiatura di Francesco Leprino

 

Produzione: Al Gran Sole

Musiche di Carlo Gesualdo

FICTION
Carlo Cecchi, narratore
Pasquale D'Ascola, Carlo Gesualdo
Laura Catrani, Leonora D'Este
Sonia Grandis, "L'assistente di scena"
Elena Casoli, arciliuto
Paul Beier, liuto
Ruggero Laganà, clavicembalo
Consulenza storica: Annibale Cogliano


FESTIVAL GESUALDO 2013
Hilliard Ensemble
I Solisti del Madrigale (direttore Giovanni Acciai)
Ensemble De Labyrintho (direttore Walter Testolin)
Ensemble Sincronie (direttore Renato Rivolta)


Sandro Cappelletto (voce recitante)

E con: Glenn Watkins, Dinko Fabris, Giovanni Iudica, Filippo Del Corno, Davide Verga, Maurizio Corbella,
Kathy Toma, Livia Pomodoro, Giulia Bongiorno, Alfredo Robledo, Clio Cipolletta, Giovanni Savignano

Si ringraziano Giovanni ludica e il Comitato Festival Gesualdo 2013 - Milano



UN FILM SULLA MUSICA DI CARLO GESUALDO

Carlo Gesualdo, Principe di Venosa, uno dei massimi musicisti del tardo Rinascimento e di ogni tempo, nipote di San Carlo Borromeo e del Cardinale Alfonso Gesualdo,  appartenente a una delle famiglie più in vista del tempo, fu uomo tormentato, omicida per ragioni d’onore della moglie e dell’amante, sposo in seconde nozze di Leonora D’Este, musico eccelso che trascese il proprio tempo.
Sopravvisse alla morte dei suoi due figli, morì nel tormento nel suo fastoso castello fra i monti dell’Irpinia, terra che conserva nei suoi feudi le vestigia delle dimore a lui appartenute.
Compose 6 libri di madrigali a 5 voci e cicli di musica sacra (Responsoria e Sacrae Cantiones) che per oltre quattro secoli hanno interessato e ispirato molti compositori. Come la sua vicenda biografica, amplificata e colorita dalla fantasia popolare, che ha ispirato romanzi, film, musical, canzoni, pittori e innumerevoli intellettuali di ogni epoca.
Musica profana e musica sacra s’intrecciano indissolubilmente, e costituiscono la rappresentazione delle inquietudini, delle angosce, della disperazione, della speranza, del dubbio, dell’attesa dell’al di là, di un uomo che vive la crisi esistenziale delle certezze rinascimentali, dell’aristocrazia della seconda metà del ‘500, e anticipa l’inquietudine e la soggettività dell’uomo barocco.
O dolorosa gioia è un film “musicale” su Carlo Gesualdo che parte dalla sua opera e dai suoi testi madrigalistici per risalire alle vicende umane, in cui i versi suggeriscono immagini che fanno baluginare flash biografici della sua esistenza.
L’occasione centrale resta il tormento che scaturisce dai madrigali, dai loro ossimori, dalle loro forti dissonanze sonore, mentre asse portante è la rappresentazione delle ossessioni di Gesualdo.
Il film è la composizione di un dissidio musicale, verbale e interiore, per restituire una risultante armonica di un personaggio solo apparentemente contraddittorio: nella logica della sua musica e della sua follia, c’è il tentativo di comprenderlo, senza etichette.
Una polifonia di “trame” si contrappuntano nel film: anzitutto quella musicale, quindi quella storica, processuale, iconografica, musicologica, documentaria, della fiction e della mitologia popolare.