| Sul
nome B.a.c.h.
contrappunti con L’arte della fuga
Un viaggio in Germania, da Eisenach a Lubecca,
sulle tracce di Bach, dentro una delle opere più
emblematiche e assolute
Film, Italia - Germania, 2008/2010 - Durata:
120’ c.a.
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Una produzione
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In collaborazione con |
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Con il contributo di
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Alpha Trading S.p.A.
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In collaborazione con
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AUDITORIUM
DI MILANO |
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CONSERVATORIO
DI MILANO |
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DIVERTIMENTO
ENSEMBLE |
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Ideazione, regia e sceneggiatura
di Francesco Leprino
Elaborazioni strumentali di Ruggero
Laganà e Alessandro Solbiati
Voce narrante: Arnoldo
Foà
Johann Sebastian Bach: Sandro
Boccardi
Con la partecipazione di:
Bruno Ganz:
voce di J. S. Bach
Stefano Bollani:
pianoforte in Harmonia Mundi
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GLI
INTENTI
Beethoven diceva che Bach non era un ruscello ma un mare.
La musica di Bach sta a un piccolo film come un oceano sta a un
guscio di noce: non potendo in alcun modo esservi contenuta, se
ne può cogliere solo la sua decantazione e la sua astrazione.
L’arte della fuga, senza apparente destinazione strumentale
e senza un nome (il suo titolo fu apposto probabilmente dal figlio
C. Ph. Emanuel o da Marpurg) è lasciata incompiuta da Bach
e costituisce, insieme alle ultime, per certi versi enigmatiche,
opere (L’offerta musicale, le Variazioni Goldberg, le Variazioni
canoniche…), un cosciente testamento per il futuro, per l’eternità.
La fuga, per sua natura musicale, è un motore perpetuo, che
non ha fine, per cui solo un’interruzione brusca può
porvi termine. La sua incompiutezza è indice della sua smisurata
compiutezza.
Il pensiero che viene trasferito sulla carta e ritorna alla mente
di chi “legge” diventa così la sintesi perfetta
del genio di Bach e della musica stessa. E come per magia può
essere racchiusa in quel picciol vaso che è la lanterna magica
del cinema, in cui troveranno posto anche le tante vicende e i tanti
luoghi vissuti da Bach.
L’altra sfida è quella di calare questo pensiero musicale,
destinato probabilmente alla sola tastiera, nella matericità
e concretezza dei colori di tutti gli strumenti possibili, come
un gigantesco clavier à lumière, quasi a renderlo
tangibilmente e prepotentemente visibile a tutti.
(Francesco Leprino)
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IL PROGETTO
Un struttura rapsodico-contrappuntistica
Sul nome B.a.c.h. è un film che si svolge su più
piani strettamente interrelati e intercalati: il piano dell’esecuzione
musicale dell’Arte della Fuga con elaborazioni strumentali
per diversi organici, il piano dell’esplorazione di tutti
i luoghi bachiani, quello del racconto biografico, quello dell’analisi
discorsiva dell’Arte della fuga raccontata a più voci
fra i luoghi bachiani dagli stessi personaggi, quello delle interviste
ai vari esperti sugli aspetti del fenomeno bachiano (biografico,
numerico-pitagorico, logico-matematico, esoterico, spirituale, profano,
umano…), quello di Bach stesso, che in livrea si aggira muto
nei “suoi” luoghi e ci guarda, dal remoto passato e
dal lontano futuro al tempo stesso (interpretato da Sandro Boccardi,
emblematico personaggio che ha promosso la musica antica in Italia
fondando l’ultra trentennale festival “Musica e Poesia
a San Maurizio”) e a cui dà voce il più grande
attore in lingua tedesca: Bruno Ganz. La voce guida è quella
altrettanto celebre di Arnoldo Foà, insieme ad altri valenti
attori che “interpretano” i personaggi principali della
vita di Bach: il figlio Carl Philip Emanuel, autore del necrologio,
Forkel, primo biografo, Anna Magdalena, la devota consorte, i severi
superiori… tutti personaggi che costituiscono i testimoni
di ieri.
Testimoni di oggi sono invece i personaggi intervistati, fra i più
autorevoli in campo bachiano: Enrico Baiano, eccellente clavicembalista,
Alberto Basso, che ha scritto il monumentale Frau Musika, Hans Eberhard
Dentler, musicista e studioso, che nel suo volume su l’Arte
della fuga ne ha decodificato il livello pitagorico-numerico, Ton
Koopman, massimo interprete e direttore specializzato nelle esecuzioni
bachiane, Douglas Hofstadter, autore dell’originalissimo saggio
Goedel, Escher e Bach e studioso di intelligenza artificiale, Piergiorgio
Odifreddi, logico matematico che ha approfondito le relazioni con
il linguaggio musicale, Quirino Principe, autorevole musicologo
e germanista particolarmente sensibile agli aspetti esoterico-cabalistici,
Don Luigi Garbini, responsabile per la musica della Curia di Milano,
che ha scritto una pregevole Introduzione alla musica sacra, Benedetto
Scimemi, musico-matematico che con le sue lezioni-concerto ha divulgato
le complessità delle fughe bachiane, Matteo Messori, clavicembalista
e studioso di Bach, che ha inciso l’Arte della fuga al clavicembalo,
Luca Cori, compositore e studioso che ha approfondito le relazioni
strutturali e simboliche dell’Arte della fuga, Salvatore Natoli,
filosofo da sempre interessato alle relazioni fra filosofia e musica.
Tutti nomi riuniti in un grande convegno internazionale virtuale
che fa il punto sulla figura di Johann Sebastian Bach.
Le elaborazioni strumentali, ad opera di due autorevoli compositori
(Ruggero Laganà e Alessandro Solbiati), per quanto si mantengano
fedeli alla scrittura bachiana (non aggiungendo né togliendo
alcuna nota), sono volta a volta traduzioni ad hoc per il particolare
organico, con un’opportuna assegnazione e circolazione delle
voci, che ne mette in luce relazioni nascoste e virtuali, prendendo
ad esempio la strumentazione del Ricercare a sei da “L’offerta
musicale” di Anton Webern.
Infine gli interpreti, oltre 50 musicisti che costituiscono un insieme
unico di grandi solisti riuniti appositamente per l’esecuzione
di un’opera. |
I PARTECIPANTI
INTERVISTE
Enrico Baiano, Il Clavicembalo
ben temperato
Alberto Basso, aspetti biografici di
Bach
Luca Cori, Artifici musicali nell’Arte
della fuga
Hans E. Dentler, il pitagorismo nell’Arte
della fuga
Luigi Garbini, Bach e la spiritualità
Douglas Hofstadter, Bach e la mente
musicale
Ton Koopman, La direzione delle musiche
bachiane
Matteo Messori, Nei meandri dell’Arte
della fuga
Salvatore Natoli, Bach e l’Harmonia
Mundi
Piergiorgio Odifreddi, Bach e l’ars
combinatoria
Quirino Principe, Bach e l’esoterismo
Benedetto Scimemi, Geometrie e simmetrie
R. Laganà, A. Solbiati, Contrappunti
reali e virtuali
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MUSICISTI
Enrico Baiano, clavicembalo
Stefano Bollani, pianoforte
Luigi Gaggero, cymbalom
Matteo Messori, clavicordo
Annamaria Morini, flauto
Enzo Porta, violino
Elena Càsoli, chitarra
Antonio Frigè, organo
Maria Grazia Bellocchio, pianoforte
Gianfranco Grisi, cristallarmonio
Simona Caressa, soprano
Silvia Spruzzola, soprano
Vittorio Ghielmi, viola da gamba
Simone Corti, clavicembalo
Francesco Gesualdi, fisarmonica
Carlotta Lusa,
fortepiano
Nicola Moneta, violone
Trio Magritte,
Quartetto Prometeo,
Ensemble vocale De Labyrintho (direttore: Walter Testolin),
Ensemble L’arte della Fuga,
Divertimento Ensemble (direttore: Sandro
Gorli)
Vittorio Montalti
(B.a.c.h. Re.Mi.x) |
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ALTRI ATTORI
A. Magdalena Bach: Maddalena Balsamo
C. P. E. Bach: Paolo Cosenza
J. N. Forkel: Massimo Loreto
Calligrafo: Luca Barcellona
I Superiori: Muppets del Teatro Girò
di G. Giromella
con le voci di: S. Cordella, D. Crasti, F.
Zulli
Costumi: Paola Giorgi
Regia delle parti teatrali: Pasquale D’Ascola
LUOGHI
Germania:
Turingia, Sassonia, Brandeburgo, Holstein
Italia:
Basilica di S. Alessandro, Milano
Auditorium dell’Orchestra Verdi, Milano
Monastero di S. Maurizio, Milano
Chiesa di S. Ignazio di Loyola, Roma |
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I CAPITOLI, LE STRUMENTAZIONI
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Preludio: Cecità! B.a.c.h.
ReMix. Elettronica
Capitolo 1: Eisenach (1685-1695) Contrapunctus
1: Glasharmonica
Capitolo 2: Ohrdruf, passione famelica! (1695-1700)
Contrapunctus 2: Clavicembalo
Capitolo 3: Lüneburg, Weimar (1700-1703)
Contrapunctus 3: Clavicordo
Capitolo 4: Arnstadt (1703-1707) Contrapunctus
4: Pianoforte, celesta (L)
Capitolo 5: Mühlhausen (1707-1708)
Contrapunctus 5: Organo, tromba (L)
Capitolo 6: Organista di corte a Weimar (1708-1714)
Contrapunctus 6: Violino, violoncello, pianoforte (S)
Capitolo 7: Concertmeister a Weimar (1714-1717)
Contrapunctus 7: Cymbalom, tre flauti traversi (L)
Capitolo 8: Capellmeister a Cothen (1717-1723)
Contrapunctus 8: Sei strumenti (S)
Capitolo 9: Temperamento equabile Contrapunctus
9: Tre fl. bar., viola
da gamba, violone, tromba marina (L)
Capitolo 10: I primi anni di Lipsia (1723-1725)
Contrapunctus 10: Sestetto vocale misto (L)
Capitolo 11: Routine a Lipsia (1725-1729)
Contrapunctus 11: Vl, vla, vc, Cb, Fg
Capitolo 12: Capellmeister? Solo Cantor!
Contrapunctus 12 (rectus-inversus): Fisarmonica, due voci (L-S)
Capitolo 13: Anna Magdalena & Figli…
Contrapunctus 13 (rectus-inversus): Cymbalom, oboe, fagotto
(L-S)
Capitolo 14: Conflitti (1730-1739)
Canon alla Ottava: Flauto, violino, clarinetto, violoncello (L)
Capitolo 15: Musicista virtuoso Canon
per Augmentationem in Contrario Motu: Flauto, violino (S)
Capitolo 16: Un grande Clan… Canon
alla Decima.Contrapunto alla Terza: Marimba, vibrafono (S)
Capitolo 17: Scheibe Canon
alla Duodecima in contrapunto alla Quinta: Chitarra,
2 violoncelli (L)
Capitolo 18: Un decennio misterioso (1740-1750)
Fuga a 2 Clav.:
Clavicembalo, fortepiano, arpa (S)
Capitolo 19: Potsdam Fuga
a 2 Clav. Alio Modo: Clavicembalo,
fortepiano, arpa (L)
Capitolo 20: Un finale incompleto? Fuga
a 3 Soggetti: Quartetto d’archi (S)
Postludio: Harmonia Mundi pianoforte
*: PER LA NUMERAZIONE DEI
CONTRAPPUNTI SI FA RIFERIMENTO ALLA “BACH GESELLSCHAFT”
EDITION
S = STRUMENTAZIONE DI ALESSANDRO SOLBIATI
L = STRUMENTAZIONE DI RUGGERO LAGANÀ
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