Suono e immagine nel XX Secolo
Tradizione e sperimentazione visivo-musicale in un secolo di cinema e video
Archivio intermediale di supporti videoregistrati sul rapporto fra musica e immagine nel XX Secolo
Pubblicazione di un volume di schedatura critica dell’archivio
A cura di Francesco Leprino - Studio Al Gran Sole
La finalità
Michel Chion, il maggiore studioso di linguaggi audiovisivi, ha fatto notare che i film, la televisione e i media audiovisivi in generale non si rivolgono soltanto all’occhio, ma “suscitano nel loro spettatore - nel loro ‘audio-spettatore’ - una specifica disposizione percettiva”, che lo studioso francese chiama ‘audiovisione’. Si parla di ‘vedere’ un film o una trasmissione televisiva, trascurando il fatto che l’audio (quell’insieme di musica, parole, rumori, effetti sonori ambientali e speciali... silenzi che costituiscono la colonna sonora) introduce delle modificazioni a ciò che si vede, o addirittura lo stravolge, e non è un semplice schema aggiuntivo. Nella combinazione audiovisiva una percezione influenza l’altra e la trasforma: “non si ‘vede’ la stessa cosa quando si sente; non si ‘sente’ la stessa cosa quando si vede.”
Occorre essere capaci di declinare un metodo di lettura, di osservazione e di analisi dell’interazione audiovisiva applicato tanto ai film, quanto alle trasmissioni televisive, ai documentari, ai video, alla pubblicità.
L’archivio
Il progetto di archivio sulla musica e l'immagine nel XX Secolo si propone di costituire una videoteca di base (espandibile con future acquisizioni) comprendente circa 300 titoli che formerebbero il primo nucleo di una mediateca presso la Bibilioteca di una struttura pubblica, universitaria o di Conservatorio o presso una scuola musicale.
Si tratta di un archivio video originale, poiché costituisce una mappatura trasversale del complesso rapporto fra musica e immagine nel XX secolo in tutte le espressioni artistiche cinematografiche e videografiche, partendo dalla considerazione che non è la destinazione o il mezzo a rendere più interessante l’interazione fra i due mondi.
È tale disparità di materiali che consente la progettazione di iniziative mirate, feconde a livello tanto spettacolare quanto didattico, divulgativo e scientifico.
I generi presi in considerazione sono: cinema, danza, opera lirica, musica da concerto, animazione, videoarte, documentari, videoclip, pubblicità, antologie, corti, radiofilm.
La rosa dei titoli, a cui si è pervenuti decantando le scelte dei maggiori studiosi di audiovisione in Italia (gli stessi che collaborano al volume di schedatura critica), non considera tanto l’aspetto spettacolare, ma privilegia il reperimento di quelle opere cardine che hanno fatto evolvere il rapporto fra i due linguaggi, che hanno costituito esempi unici di collaborazione artistica, che rappresentano soluzioni originali, dal punto di vista semiotico, artistico e funzionale, per l’interazione fra il suono e l’immagine.
La consultabilità di un tale archivio stimola alla conoscenza e all’approfondimento di tutte le principali problematiche che oggi si pongono per la presa di coscienza dell’universo “multimediale” che, volenti o nolenti, siamo costretti a subire. Una consapevolezza dei meccanismi linguistico-evolutivi che regolano i rapporti fra queste espressioni può essere l’unica soluzione per fare uscire chi si occupa di linguaggi visivi e multimediali in genere dal dualismo subalterno “utenti/vittime” e per innescare idee feconde in campo creativo ed educativo, vista anche la sempre più diversificata competenza che si richiede alla professionalità nel settore psicopedagogico, massmediologico e artistico.
L’archivio consente l’accesso a opere di grande pregio, spesso non viste o non reperibili nei circuiti abituali, che restituiscono un panorama completo dell’enorme mole di ricerca estetico-linguistica fra il visivo e il sonoro che ha improntato i linguaggi comunicazionali del secolo scorso e della modernità. Una mappatura che costituisce l’unico modo per comprendere e padroneggiare la complessa problematica che sovrintende al sistema della comunicazione e dell’informazione del XXI secolo.
Nell’archivio trovano posto rarità filmiche come Cabiria, del 1913, con le musiche di Pizzetti o Il gabinetto del Dottor Caligari, del 1920, con le musiche di Becce (restaurati dalla Televisione Svizzera Italiana), le sperimentazioni visivo-sonore di Walt Ruttmann o della videoartista Steina Vasulka, i rari ma significativi casi di partecipazione di grandi musicisti nel cinema, le opere di teatro musicale di registi particolarmente attenti alla ripresa cine-televisiva come Robert Wilson o J. P. Ponnelle, le sperimentazioni sonore di McLaren che “incideva” direttamente sulla pellicola la colonna sonora, gli alti risultati estetici di alcuni videoclip musicali e di pregevoli shorts pubblicitari (ad esempio alcuni lavori di Ribczynsky), la serie dei “radiofilm”, opere musicali prodotte per la radio, ma con un rimando diretto alla visione…
Le opere raccolte costituiranno una messe insostituibile, nonché inedita in Italia, di stimoli e informazioni per chi voglia studiare e approfondire tali argomenti, dal punto di vista storico, estetico, tecnologico, linguistico e percettivo.
Una dotazione originalissima che copre un settore di riflessione e studio ancora poco indagato, considerando che la problematica è stata trattata principalmente nel settore cinematografico, legata quindi alle scelte dei grandi registi. Una lettura trasversale e un raffronto diretto rivela invece l’atteggiamento estetico-linguistico di tutto l’universo multimediale, poiché c’è una strettissima influenza reciproca e interdipendenza fra cinema, videoarte, pubblicità, videoclip, documentario ecc…
L’insieme tende a cogliere lo spirito di un secolo influenzato dalla tecnologia e da nuove possibilità per l’invenzione e la commistione fra le arti che, dalle prime avanguardie storiche del Novecento, arriva alla “disinvoltura” tecnico-estetica dei nostri giorni.
Utilizzatori di tale archivio saranno principalmente gli studenti e gli studiosi di musica, di didattica, discipline visive, musicali e della comunicazione, nonché ricercatori, docenti e operatori culturali che possono ricavare innumerevoli esemplificazioni, nonché organizzare svariate rassegne tematiche proiettando opere attinte dall’archivio. Una memoria storica insostituibile di tutto il Novecento e degli incroci linguistici che lo hanno caratterizzato, per una riflessione seria e critica sul significato di multimedialità e nuovi linguaggi espressivi.
I supporti sono in parte originali (quelli in commercio), in parte reperiti da emittenti televisive, archivi e collezionisti. Tutti i titoli non reperibili direttamente in DVD sono in formato VHS stereo Hi-Fi, ma si possono comunque riversare in questo nuovo e pratico supporto.
Al Gran Sole si occuperà della ricerca-consulenza, della catalogazione, della schedatura ragionata (importantissima dal punto di vista dell’orientamento nella consultazione) e del reperimento di tutti i titoli in video, fase particolarmente complessa, vista la rarità di parecchi titoli.
L’archivio può essere presentato pubblicamente tramite conferenze stampa e iniziative mirate, e può essere proposto come progetto in università, scuole e istituzioni culturali, in quanto, si ribadisce, costituisce esempio unico di un corpus dedicato a questa problematica.
Il volume
Insieme alla dotazione dei supporti audiovisivi il progetto prevede una schedatura critica delle opere dell’archivio, che costituirebbe un volume indipendente (da diffondere in scuole, università, conservatori, biblioteche e distribuita nelle librerie), redatto, oltre che dal sottoscritto, dai maggiori specialisti in Italia nei vari settori presi in esame, scelti opportunamente per avere punti di vista diversi sulla stessa problematica: dal videoartista, allo studioso teorico, al compositore, al musicologo, al regista, al pubblicitario.
Il volume, in quanto strumento di studio, lettura e consultazione, è completamente autonomo dall’archivio, ma è strumento indispensabile per accedere criticamente e miratamente all’archivio stesso, per renderlo operativamente vivo. Costituisce, insomma, una ricca messe di “istruzioni per l’uso” dei titoli della dotazione.
La rosa dei nomi che collaborano al volume è la seguente: Francesco Leprino, musicologo e curatore, Marco Maria Gazzano, docente di linguaggi televisivi presso l’Università di Urbino, Ermanno Comuzio, critico cinematografico (nel direttivo della rivista Cineforum), studioso di musica e cinema, e autore di numerosi volumi sull’argomento, Sergio Bassetti, docente di filmologia presso l’Università La Sapienza, mass-mediologo e studioso di musica nel cinema (si segnala il recente La musica secondo Kubrick, Lindau Edizioni), Dante Albanesi, critico cinematografico e animatore del Premio Bizzarri, Paolo Rosa, regista cinematografico e video e fondatore di Studio Azzurro, Mariangela Ungaro, musicista e compositrice di musiche da film (Premio Nascimbene), Letizia Fabi, responsabile dell’Archivio del Contemporaneo presso l’Università Tor Vergata di Roma, Bruno Di Marino, teorico dei mezzi audiovisivi e responsabile dell’archivio di videoarte presso l’Università La Sapienza di Roma, Pasquale D’Ascola, regista teatrale e televisivo in ambito musicale e docente di arte scenica presso il Conservatorio di Milano, Lucio Garau, compositore di musica contemporanea e di installazioni multimediali, Lorenzo Betti van der Noot, esperto in spot pubblicitari, Cristina Cano, semiologa in ambito visivo e sonoro e docente presso l’Università di Bologna.
La struttura del libro prevede un’ampia introduzione generale alla problematica e le specifiche sezioni, precedute ciascuna da un saggio e seguite dalle schede relative.